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Data di pubblicazione: 25 Novembre 2019

Un DUVRI può salvare la vita

Luca Del Maschio
Responsabile Clienti Premium Gruppo SILAQ

La straordinaria bellezza dei fuochi pirotecnici viaggia in maniera equivalente all’elevato livello di rischio connesso alla loro preparazione, manipolazione, stoccaggio, conservazione, trasporto.

È difficile trovare parole sensate vedendo le immagini del cratere dell’esplosione multipla avvenuta nella ditta di Barcellona Pozzo di Gotto, pare un bombardamento di guerra.

Gli ambienti ad alto rischio di esplosione hanno un apparato normativo importante, strutturato e consolidato, frutto nel tempo di evidenze di verifiche costanti che non vi siano alcune possibilità di produrre scintille da impianti, attrezzature, macchinari. Dalla fase progettuale, impiantistica, certificativa, fino alle messe in opera e servizio di ogni oggetto presente in loco. Ogni fase viene certificata, valutata, verificata, monitorata.

Dispiace quindi maggiormente scoprire che con grande probabilità sia stata una leggerezza dovuta a lavorazioni terze ad aver prodotto un disastro simile. L’aver svolto lavorazioni con produzione di scintille in un ambiente in cui questo non è solo vietato ma pericolosissimo per la vita degli occupanti.

E qui nella quotidiana attività manutentiva entrano in gioco tanti fattori, che spesso in maniera burocratica vengono raccolti nel celeberrimo art.26 del Testo unico, ovvero un doveroso scambio di informazioni sui reciproci rischi, sia del committente ospitante che dell’esecutore dei lavori, atto a stabilire non solo rischi, ma a concordare procedure di prevenzione, divieti, precauzioni, con modalità collaborative e di cooperazione tra le parti.

A volte mi imbatto in DUVRI svolti superficialmente, preliminarmente alle attività senza conoscerle ancora a pieno e nel dettaglio, con rischi generici, presunte riunioni di coordinamento, frettolosi scambi di firme. E spesso mi arrabbio perché sono i documenti più utili che la norma offre per ridurre concretamente i rischi su una serie di attività interferenziali.

Da oggi ho un motivo in più per arrabbiarmi, quando sarà passata la tristezza per la morte di 5 persone.

Un DUVRI svolto bene salva la vita. Probabilmente lo avrebbe fatto anche in questo caso.

Occorreva un buono scambio di informazioni sui rispettivi rischi, evidenziare chiaramente i rischi ATEX, concordare i luoghi e le attrezzature adatte per l’attività manutentiva, prevenendo in ogni modo ogni situazione prevedibile.

Così invece, nel 2019, è davvero tutto molto difficile da digerire.

Luca Del Maschio – direttore tecnico Premium – gruppo Silaq

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