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Data di pubblicazione: 28 Gennaio 2020

No, non è un bollettino di guerra

Flavio Rinaldi
Responsabile Sviluppo Gruppo SILAQ

I dossier e le statistiche rilasciate da INAIL riguardo agli incidenti sul lavoro registrati nel 2019 si fermano alla fine di novembre, ma contano già 997 morti; un vero e proprio bollettino di una guerra che si combatte quotidianamente e che lascia sul terreno tanti, troppe vittime che perdono la vita durante un normale giorno di lavoro.

A ricordarcelo una sfilza infinita di trafiletti presi da giornali locali, spesso di poche righe, in cui vengono indicati solamente nome, cognome, data dell’infortunio e una brevissima descrizione dell’accaduto, ma che non rendono l'idea della reale portata del fenomeno.

Questo drammatico bilancio porta inevitabilmente a riflettere sull'importanza che rivestono i concetti di prevenzione e di cultura della sicurezza sul lavoro, obiettivi che da oltre trent’anni ci poniamo quotidianamente noi professionisti del Gruppo Silaq attraverso le nostre attività di consulenza e formazione.

È infatti necessario che di questi temi si parli (e si scriva) sempre di più, in modo approfondito e non sensazionalistico, per favorire un’informazione corretta e completa, che vada oltre il semplice fatto di cronaca e contribuisca a creare un contesto il più ampio possibile di consapevolezza condivisa.

Ed è anche per questo che Gruppo SILAQ supporta il premio giornalistico “Sicuri al lavoro”; la frequenza degli infortuni professionali e l’elevato numero di morti sul lavoro richiede infatti una costante azione di monitoraggio e di informazione sulle condizioni in ogni ambiente di lavoro e sulle misure che ne possono ridurre il rischio reale e l’eventualità.

Perché quello sicurezza sul lavoro è un valore imprescindibile, che si costruisce nel tempo, giorno dopo giorno.

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