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Data di pubblicazione: 31 Maggio 2019

Lo SMART WORKING: un’OPPORTUNITÀ per le aziende, i lavoratori e l’ambiente

Cristina Pacchiardo
Direttore Dipartimento Scienze Fisiche, Ingegneristiche, Chimiche, Biologiche, Alimenti e Bevande CRSLaghi

Sono sempre più numerose le aziende e i lavoratori che credono nel Lavoro Agile e nei benefici che apporta: grazie allo smart working è, infatti, possibile conciliare tempi di vita e impegno lavorativo, migliorando le performance aziendali e impattando positivamente anche sull’ambiente.

Il lavoro agile, formalizzato dalla Legge n. 81/2017, non è una nuova tipologia contrattuale, ma una modalità flessibile di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato quanto ai luoghi e ai tempi di lavoro finalizzata a regolare forme innovative di organizzazione del lavoro, agevolando così la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Lo smart working è caratterizzato dal fatto che l’esecuzione della prestazione lavorativa avviene in parte fuori dai locali aziendali, in assenza di una postazione fissa nei periodi di lavoro svolto “da remoto” e senza vincoli di orario (entro i limiti contrattuali e legali dell'orario di lavoro). È necessario che tale modalità di lavoro venga formalizzata in un accordo individuale con il lavoratore.

La Legge 81/2017 ovviamente prevede anche che il datore di lavoro garantisca al lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile il rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza, ma in maniera più snella rispetto a quanto previsto dal telelavoro.

A tal fine il datore di lavoro deve consegnare, almeno annualmente, un’informativa scritta in cui individua i rischi generali e specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione della prestazione all'esterno dei locali aziendali, e il lavoratore è tenuto a cooperare all'attuazione di tutte le misure predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi.

Rimangono fermi gli adempimenti previsti dal D.Lgs. 81/08 in merito a sorveglianza sanitaria, informazione e formazione in base a quanto evidenziato dalla valutazione dei rischi aziendale.

Il lavoratore in modalità agile è assicurato INAIL anche nelle giornate di prestazione “da remoto”. Il lavoratore ha infatti diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dei locali aziendali, nonché durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, quando la scelta sia dettata da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza.

Purtroppo gli effetti della legge sul lavoro agile sono ancora molto più evidenti nel settore pubblico che nel privato e nelle grandi aziende rispetto alla PMI, soprattutto per scarsa conoscenza delle strumento.

Come riportato dall’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, i benefici economico-sociali potenziali dell’adozione di modelli di lavoro agile sono enormi: si può stimare un aumento di produttività del 15% per lavoratore, una riduzione del tasso di assenteismo pari al 20%, risparmi del 30% sui costi di gestione degli spazi fisici e un miglioramento dell’equilibrio fra lavoro e vita privata per circa l’80% dei lavoratori.

È pertanto necessario promuovere la diffusione di tale strumento e far comprendere al fronte datoriale tutti gli aspetti positivi del lavoro smart, anche nelle PMI e rispetto alla popolazione femminile visto che i dati attualmente ci dicono che gli Smart Worker sono al 76% uomini.

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