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Data di pubblicazione: 15 Luglio 2019

La sicurezza arriva spesso tardi

Luca Del Maschio
Responsabile Clienti Premium Gruppo SILAQ

Ricordo bene questa scala vicina alla mia casa al mare.

E’ quella che facevo nel 1982, quando in luglio ci si trovava in 30 davanti all’unico televisorino in bianco e nero di tutto il rione per vedere le gloriose gesta dell’Italia del pallone. Ricordo Italia-Germania 3-1 ed i giorni di festa che hanno accompagnato quelle partite.  Negli anni successivi ricordo invece le attese sulle scale delle ragazzine per le prime uscite serali delle compagnie estive. Sono i tempi di People from ibiza, scempiata sempre con Pippo fa la pizza.

E’ sempre stata una scala ripida, pericolosa, senza corrimani su entrambi i lati, con pochissima luce serale. Mio padre me lo diceva sempre: attenzione, non passare dal lato interno perché i gradini si stringono, sono corti e ripidi e rischi di volare. Erano tra le prime lezioni di sicurezza che ricevevo. “Ma si Pa’ cosa vuoi che succeda?”

Sono tornato anche quest’anno per una settimana in famiglia e quella che vedete è l’immagine che mi si è presentata davanti. Il lato esterno è finalmente protetto, mentre il lato interno è stato in qualche modo segnalato, impedendo alle persone di scendere nel punto più stretto. Non è un’esecuzione tecnica impeccabile ma vabbè, meglio di prima. Stavo quasi sorridendo per questa considerazione ma lo sguardo mi è andato in basso a destra.

Non è tutto ok. A terra c‘è un vaso e ci sono dei fiori.

La soddisfazione per una sicurezza implementata lascia presto spazio al gelo che mi passa lungo la schiena nonostante i 35 gradi di oggi. Chiedo agli amici del luogo e vengo a sapere dell’accaduto.

Era sera ed il signor Luciano stava portando giù la spazzatura, come li in zona facciamo quotidianamente. E’proprio lo stesso Luciano da cui andavamo a vedere le partite. Beffardo il destino. E’ inciampato o forse ha messo male il piede o era stanco, non è molto importante.  Però è caduto male, battendo la testa e non ce l’ha fatta. Poteva essere mio padre, mia madre, poteva essere chiunque. Mi sale una grande tristezza.

Quella scala è ripida da sempre, è pericolosa dal giorno in cui è stata costruita 40 anni fa, ma nessuno ha mai ritenuto importante, nonostante qualcuno l’avesse proposto, di proteggere la discesa delle persone con corrimani e protezioni.

Ed ora cosa succede? Che in brevissimo tempo ci si ritrova con i corrimani montati e le protezioni messe, quando ancora ci sono i fiori a terra. Ora la sicurezza diventa improvvisamente importante, quando è troppo tardi.

A volte purtroppo in Italia funziona ancora così in molti luoghi, pubblici e privati. Si interviene solo dopo, perché ahimè in realtà non si aveva alcuna intenzione di intervenire mai. Solo dopo, per una logica paraculo, facciamo quello che non si è mai fatto, mettere in ordine. La coscienza non di sicuro. I rischi erano sotto il naso di tutti, da sempre. E’ una logica mentale assurda che credo debba essere ora evidenziata affinchè possa essere di esempio, da non seguire chiaramente.

Succede anche da voi? Non deve. E non si deve aspettare un incidente grave per svegliarsi. In Italia ci svegliamo sempre e solo dopo incidenti gravi. La prevenzione spesso vale solo nelle pubblicità dei dentifrici, prevenire è meglio che curare. Per tutto il resto procediamo a cazzo, che è meglio.

Siamo culturalmente inadatti alla prevenzione e la sicurezza a volte arriva troppo tardi.

Questa scala per me non sarà più quella dell’Italia campione del mondo del 1982 o delle belle ragazzine del posto. Questa scala da oggi sarà quella dove il Signor Luciano e tutti gli abitanti del rione potevano e dovevano avere diritto ad una scala migliore. Farlo ora pare proprio una beffa.

Rossi, Tardelli, Altobelli….e da oggi il Signor Luciano. Campioni del mondo. In sicurezza molto meno.

Ma si Pa’, in fondo, cosa vuoi che succeda?

Del Maschio Luca – Direttore tecnico Premium – gruppo Silaq.

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