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Data di pubblicazione: 10 Settembre 2019

La prevenzione come atto di fede

Luca Del Maschio
Responsabile Clienti Premium - Gruppo SILAQ

Nel discorso pronunciato alla Camera in occasione della seduta di lunedì 9 settembre, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha introdotto una tema a noi caro:

«Intendiamo realizzare un piano strategico di prevenzione da infortuni sul lavoro e malattie professionali. Il numero ancora troppo elevato di decessi e gravi infortuni sul lavoro non può essere tollerato; è un allarme al quale dobbiamo prestare la massima attenzione. Non possiamo, nessuno, rassegnarci al fatto che in Italia, nello svolgimento della propria attività lavorativa, si possa morire o subire gravi o irreversibili danni fisici...».

intervento video (fonte webtv.camera.it)

In Italia la prevenzione è spesso un allergene.

È stato quindi un piacere scoprire tra i buoni propositi del nuovo Governo, durante il discorso battesimale, la sicurezza sul lavoro.

Dopo anni di lunghe discese del tasso infortunistico si rilevano recentemente aumenti statistici e singolarità accidentali gravose che vanno subito analizzate e frenate tramite il miglior strumento possibile, ovvero un “Piano strategico di prevenzione”.

Tutto questo avviene un po’ per la stagnazione economica dei mercati europei, un po’ per le innumerevoli distrazioni e frenesie quotidiane, un po’ per opportunismi, ma anche certamente per la mancanza di pianificazione strategica e metodologica.

Indubbiamente tale piano può essere declinabile in mille modalità differenti, ma è fondamentale l’assunzione metodica di un approccio preventivo, da sempre lontano dalla cultura e dalla genetica italiana.

L’introduzione di più incisive procedure preventive dettate dall’alto possono rappresentare il fulcro di una nuova stagione positiva per la sicurezza sul lavoro, che non sia fatta solo di norme, ormai consolidate, e di repressione ma che vada a scavare nel profondo di quella che a parole è sempre per tutti la SAFETY FIRST, ma che poi facilmente si perde da fattore culturale a qualunquismo sociale, nei meandri dell’operatività, del basso costo, della frenesia nell’erogazione dei servizi.

La prevenzione spesso risulta quasi un atto di fede dei Datori di lavoro; alcuni sono convinti praticanti e altri ne rifiutano i contenuti essenziali quale forma eretica di interpretazione leggera dell’imprenditorialità, scissa dai doveri e dalle responsabilità.

Come tutti gli atti di fede, anche questi vanno però tradotti in buone azioni.

Poniamo all’attenzione qualche personale spunto riflessivo:

  • Creazione di portali istituzionali ufficiali in cui ogni società possa caricare i propri documenti base ed obbligatori per la sicurezza, dai DVR alle conformità impianti, dai piani di emergenza alle pratiche antincendio, che facciano da riferimento autorizzativo obbligatorio.
  • Incentivi economici stabili nel tempo e detassazione per tutti gli interventi inerenti la prevenzione, che siano macchinari, attrezzature, formazione, impiantistica, misurazioni ambientali, ristrutturazioni ed innovazioni.
  • Istituire un confronto aperto e periodico con gli organismi di vigilanza che non sia costituito solo da verbali e prescrizioni ma, come avviene puntualmente in Svizzera, tramite un sistema volto a valutare assieme le situazioni di rischio e prevenire le principali situazioni accidentali.
  • Aprire tavoli di lavoro settoriali con Datori di lavoro e lavoratori al fine di intercettare tutte le difficoltà operative, gestionali, logistiche, economiche che costituiscono forte limite alla promozione della prevenzione degli infortuni e delle malattie sui luoghi di lavoro, per farne piani di miglioramento concreti.
  • Limitare ulteriormente e regolamentare i subappalti in maniera restrittiva e monitorata.
  • Favorire maggiormente nelle gare d’appalto chi presenta le attività operando in piena sicurezza.
  • Procedere nel rendere i lavoratori sempre più parte attiva nel sistema preventivo aziendale, coinvolgendo RLS, RSPP, medico aziendale, datori di lavoro.

La prevenzione è una casa che si costruisce tutti assieme.

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