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Data di pubblicazione: 26 Febbraio 2020

Coronavirus: la calma è la virtù dei forti

Stefano Giannaccini
Responsabile Didattica Gruppo SILAQ

Indubbiamente il Coronavirus è un virus influenzale assai aggressivo che può creare complicazioni particolarmente acute e in alcuni casi diventare letale in soggetti magari affetti da altre patologie. Non sono un esperto di virus e di epidemie, come tutti sento e leggo quello che viene proposto in questi giorni, ho però un po’ di esperienza nella gestione delle emergenze poiché esse sono una componente molto importante di alcune delle dinamiche legate alla sicurezza e alla salute nei luoghi di lavoro.

Riflettendo su quanto sta accadendo trovo che ci siano parecchie analogie su quanto spieghiamo a chi deve impostare e realizzare la gestione di un’emergenza all’interno del proprio sito lavorativo. In effetti tra le emergenze che vengono “messe in conto” quando si redige un piano di emergenza troviamo, insieme all’incendio, alle scosse telluriche o allo sversamento di sostanze chimiche, anche il rischio biologico acuto e diffuso: di fatto una epidemia.

In qualsiasi emergenza ci sono dei momenti topici: percepire che siamo in una situazione critica, informare chi lavora con noi, tentare di contingentare la criticità, mettersi in sicurezza e far gestire l’evento a chi lo fa di professione. Poche e semplici regole che devono essere conosciute e applicate da tutti. I principali impedimenti a questo modus operandi sono la paura e il panico; stati d’animo assolutamente comprensibili, ma che possono diventare un vero e proprio ostacolo che vanifica quanto è stato predisposto.

In un’emergenza aziendale non solo è importante stabilire incarichi e attività, ma è fondamentale che i lavoratori eseguano in modo puntuale quanto è stato previsto, senza lasciarsi sopraffare dalla paura che spesso ci assale quando dobbiamo affrontare una situazione dove la nostra sicurezza è messa in discussione.

Informazioni chiare, azioni coordinate e coerenti, obiettivi precisi, tutto questo implica delle figure competenti che si rivolgono con la giusta autorevolezza a una platea, magari ansiosa, ma comunque attenta e non isterica.

Viviamo in una realtà dove le informazioni circolano praticamente in tempo reale, dove la connessione è full time, dove gli aspetti tecnici e scientifici vengono analizzati e illustrati con dovizia di spiegazioni e dove tali spiegazioni possono essere ben recepite vista la preparazione delle persone a cui sono destinate. Quindi sono ancora meno comprensibili fenomeni come l’assalto ai supermercati o alle strutture sanitarie di pronto intervento, le speculazioni di ogni tipo fatte da “esperti” improvvisati, gli esagerati allarmismi.

Impegniamoci nell’assumere comportamenti responsabili: è il solo modo per aiutarci e per aiutare il nostro sistema sanitario, che è uno dei più efficienti al mondo. Fa bene l’apparato di governo a disporre tutte le misure di prevenzione e a chiedere alla popolazione un atteggiamento responsabile che di fatto si concretizza nel ridurre le occasioni di contagio e nell’attenersi alle indicazioni del Ministero della Salute.

Poco o nulla ci devono interessare le polemiche legate al fatto che i numeri in Italia sono significativi, mentre in altri paesi europei sono molto più contenuti: il metodo con cui noi gestiamo questa emergenza è radicalmente diverso, e soprattutto più analitico, rispetto agli altri Paesi. Viene naturale la similitudine con la salute e la sicurezza sul lavoro: una prevenzione attenta e diffusa è sempre l’arma vincente.

Non trascurare o sotto stimare i sintomi, assumere in ogni ambito un atteggiamento cauto ma positivo, vigile ma non isterico, attenersi alle regole dettate dagli esperti e soprattutto ricordarsi che essere forti non è un dono ma una scelta.

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