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Nuovo accordo Stato-Regioni 7 luglio 2016

Il nuovo Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016, che disciplina la formazione per Responsabili ed Addetti dei Servizi di Prevenzione e Protezione, previsti dall’art. 32, comma 2, del D. Lgs. n. 81/2008, è approdato sulla Gazzetta Ufficiale n°193 del 19 agosto 2016.

Il presente accordo va a sostituire integralmente quello del 26 gennaio 2006 ed interviene su alcuni elementi relativi la formazione di diversi soggetti della sicurezza.

Vi proponiamo il commento sul Nuovo Accordo della nostra Responsabile Ricerca e Sviluppo, la Dott.ssa Cristina Pacchiardo.

Il nostro commento
Accordo Stato Regioni del 7 luglio 2016: Le principali novità in materia di formazione

Lo scorso 7 luglio è stato approvato, tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, il nuovo accordo per la individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione.

La revisione del precedente accordo era ormai improcrastinabile, in quanto lo stesso risultava già di fatto superato, a seguito dell’approvazione del D.Lgs. 81/2008 nonché, tra gli altri, dagli accordi del 21.12.2011 (ai sensi degli artt. 34 e 37 del TU), dall’accordo sull’uso delle attrezzature da lavoro di cui all’art. 73, comma 5 e dal decreto interministeriale del 6.3.2016 (con il quale sono stati individuati i requisiti dei soggetti che possono svolgere la formazione in materia di sicurezza sul lavoro).

Quanto detto evidenzia come, l’atto sottoscritto lo scorso 7 luglio, non si limiti a individuare durata e contenuti minimi dei percorsi formativi per RSPP e ASPP, ma come lo stesso modifichi ed integri altri accordi che coinvolgono, in un modo o nell’altro, tutti i soggetti del sistema di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’accordo amplia il numero dei titolo di studio validi ai fini dell’esonero dalla frequenza dei moduli A e B, senza alcun riferimento, alla presenza, nei piani di studio – e forse perdendo un’ottima occasione – di almeno un esame in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Inoltre, in uno dei suoi punti di massima ambiguità, va oltre, prevedendo l’esonero dai moduli A,B e C (?) per coloro che siano in possesso di un certificato universitario attestante “… il superamento di uno o più esami relativi ad uno o più insegnamenti specifici del corso di laurea nel cui programma … presenti contenuti … del presente accordo”, con una formulazione quantomeno ambigua, che certamente determinerà problemi interpretativi.

L’accordo ha il merito di chiarire quali siano i requisiti minimi che devono possedere le associazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro per svolgere attività formativa, individuandone il criterio scriminante nell’essere “comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”, con ciò ponendo un freno alle tante associazioni, costituite a livello locale, che non avranno più titolo a svolgere la formazione in materia di sicurezza sul lavoro.

Di contro cancella il requisito della pregressa esperienza almeno biennale, nello specifico settore, per gli enti formativi di diretta emanazione delle associazioni di categoria, che potranno svolgere attività formative, in materia di sicurezza, semplicemente se accreditati dalle Regioni.

Disposizione che lascia perplessi, atteso che l’accreditamento regionale spesso si basa esclusivamente su valutazioni relative alla struttura ospitante i corsi e non ai contenuti degli stessi ed alla professionalità dei docenti coinvolti.

L’accordo rende obbligatorio, per tutti i docenti (ad eccezione dei corsi di Primo Soccorso, dove il docente deve essere un medico, e per la Prevenzione Incendi dove non è previsto nessun requisito del docente!), il possesso del requisito di “formatore”, come disciplinato dal decreto interministeriale 6.3.2013. Tale requisito dovrà essere posseduto anche da coloro che contribuiranno, in qualità di esperti o formatori, alla elaborazione delle unità didattiche di cui ai corsi predisposti in modalità e-learning.

Unica eccezione è prevista per i datori di lavoro in possesso dei requisiti per lo svolgimento della funzione di responsabile del servizio prevenzione e protezione (DLSPP) che, anche se privi di tale qualifica, potranno svolgere l’attività formativa, seppur limitatamente ai propri lavoratori (in contrasto con quanto definito inizialmente dal DI 06/03/2013).

A tal proposito, è importante sottolineare come nella maggior parte dei casi ci si trovi di fronte a DLSPP con medio-bassa scolarità, poca o nulla esperienza specifica alle spalle, in genere poco sensibili ai bisogni formativi e quasi sempre impegnati nelle altre attività della propria impresa.

Risulta quindi evidente come un’area d’intervento prioritaria fosse proprio quella riguardante questa categoria di datori di lavoro, a maggior ragione vista la possibilità di svolgere l’attività formativa ai propri lavoratori e considerando anche le poche ore di aggiornamento previste per i DLSPP che, spalmate su 5 anni, son ben poca cosa per mantenere alto il livello di attenzione al problema.

L’accordo prevede poi l’aumento da 30 a 35 unità del numero massimo di partecipanti ai corsi dei moduli A, B e C (RSPP/ASPP). Gli stessi moduli risultano completamente riformati quanto ad articolazione, contenuti, obiettivi.

In particolare per il modulo A viene abolito l’allegato A1 e risultano meglio delineati gli obiettivi. La fruizione di tale modulo potrà avvenire, diversamente dai moduli B e C, anche in modalità e-learning, così come in tale modalità, potrà essere realizzato l’intero monte ore (40 per RSPP, 20 ore per ASPP nel quinquennio) di aggiornamento. L’obbligo di formazione continua, che già caratterizzava il precedente accordo, viene ribadito in quello del 7 luglio scorso, nella logica della sua necessità, seppur riducendo drasticamente le ore relative ai corsi di aggiornamento (nell’accordo precedente gli RSPP che operavano su tutti gli ateco dovevano effettuare un minimo di 100 ore).

Altra importante novità é che l’obbligo di aggiornamento potrà essere assolto, per il 50% del monte ore previsto, anche mediante la partecipazione a seminari e convegni, che presentino contenuti coerenti con quelli dell’accordo. Diversamente da quanto previsto per i corsi (massimo 35 partecipanti, sebbene questo limite sembri di poca applicabilità pratica per i corsi antincendio e di primo soccorso), per seminari e convegni non è previsto numero massimo di partecipanti ma esclusivamente che gli stessi abbiano predisposto un sistema di rilevazione della presenza (ad es. registro).

Le capacità ed i requisiti professionali di addetti e responsabili del servizio di prevenzione e protezione devono essere adeguati ai rischi presenti sul luogo di lavoro, per questo il recente accordo cambia completamente il modulo B, in cui si distingue una parte comune a tutti i settori, da moduli di specializzazione, diversi, quanto a contenuti e durata, in relazione ai settori ed ai rischi di appartenenza (agricoltura- pesca, cave- costruzioni, sanità, chimico- petrolchimico).

L’accordo disciplina anche la formazione dei lavoratori inseriti in aziende a rischio medio basso o, anche se occupati in aziende identificate con codice ateco di rischio medio-alto, che svolgano comunque mansioni riconducibili a rischio basso. Per tali categorie di lavoratori sarà possibile effettuare la formazione specifica di 4 ore, ai sensi dell’art. 37 del D.lgs. 81/2008, anche in modalità e-learning, a condizione che i lavoratori conoscano la lingua utilizzata ed abbiano facilità di accesso alle tecnologie impiegate per la formazione.

Nella premessa all’Accordo si precisa che la modalità e-learning per lo svolgimento dei corsi di formazione e di aggiornamento è da ritenersi valida solo se espressamente prevista da norme e Accordi Stato-Regioni e dalla Contrattazione collettiva, ove previsto, e con le modalità disciplinate dall’allegato II dell’accordo, che sostituisce l’allegato I degli accordi DLSPP/lavoratori/dirigenti/preposti. A tal proposito si precisa che sono stati eliminati gli esami in presenza per la formazione e-learning laddove previsti dai precedenti accordi.

Nell’allegato III l’accordo recepisce quanto previsto della legge 98/2013 (il cosiddetto “Decreto del Fare”) che ha introdotto, mediante il comma 5 bis all’art. 32 ed il comma 14 bis all’art. 37 del D.Lgs. 81/08, il riconoscimento dei crediti formativi e gli esoneri per contenuti analoghi della formazione relativa ai vari attori che hanno ruoli in materia di sicurezza.

Nell’allegato, in una tabella dettagliata, sono definiti gli esoneri che possono essere totali o parziali sia per i corsi di formazione che per i corsi di aggiornamento. Peccato che l’accordo, nel caso di esonero parziale, definisca solo il numero di ore che devono essere frequentate senza indicarne i contenuti.

Nell’Allegato V dell’Accordo è infine presente una tabella riassuntiva relativa ai criteri della formazione rivolta ai soggetti con ruoli in materia di prevenzione. Nelle tabelle di sintesi, corso per corso, sono indicati: durata, requisiti docenti, modalità di somministrazione e di verifica, numero massimo di partecipanti, necessità aggiornamento.

In tale tabella l’Accordo chiarisce che l’aggiornamento degli RLS è sempre annuale, anche nelle aziende con meno di 15 lavoratori.

Un’ulteriore modifica riguarda l’abolizione della possibilità di frequentare in e-learning sia la formazione che l’aggiornamento RLS ed antincendio.

Lascia perplessi, in tale sintesi, l’assenza degli aggiornamenti per i corsi antincendio: in contrasto con quanto definito dall’art. 37 comma 9 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. (articolo peraltro sanzionabile con l’arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.315,20 a 5.699,20 euro) e dalla Circolare del Ministero dell’Interno - Dipartimento VVF del 23/02/201 e, soprattutto, in contrasto con la filosofia delle norme attuali che prevede l’aggiornamento continuo per tutti i soggetti coinvolti in materia di prevenzione.

Pertanto, in attesa di chiarimenti, riteniamo prudenziale alla luce di quanto sopra continuare a prevedere tale aggiornamento secondo quanto indicato dalla circolare dei VVFF 23/02/2011 che ribadisce, ai sensi del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., l’obbligatorietà dell’aggiornamento periodico per i corsi addetto antincendio e gestione delle emergenze e ne indica, contestualmente, gli argomenti, la durata e l’aggiornamento triennale.

Altro punto, a nostro avviso incostituzionale, è il punto 9.1 che modifica l’allegato XIV del D.Lgs. 81/08 eliminando il limite di 100 partecipanti nei convegni di aggiornamento CSE/CSP al fine di armonizzarlo con quanto valido per i corsi RSPP per i quali il nuovo accordo non prevede alcun vincolo sul numero massimo dei partecipanti, ma la sola evidenza della presenza tramite la tenuta di un registro.

Come risulta evidente, alcune modifiche apportate implicitamente al D.Lgs. 81/08 appaiono incostituzionali dal momento che un Accordo Stato Regioni non può modificare una norma di rango superiore.

L’accordo presenta, inoltre, una serie di lacune che renderanno la sua applicazione difficoltosa e che lo renderà certamente oggetto di interventi interpretativi, guide applicative, chiarimenti e modifiche.

Dott.ssa Cristina Pacchiardo
Responsabile Ricerca e Sviluppo Gruppo Silaq